sabato 20 dicembre 2014

Dicembre e l'attesa

Ed eccoci anche noi a dicembre.
Il mese dell'attesa....ed i bambini ci insegnano proprio cos'è la trepidazione dell'attesa! Lì, pronti ad aprire ogni giorno le loro caselline, pronti a contare quanti giorni mancano al Natale. Che poesia. Noi quest'anno abbiamo in casa 4 calendari dell'Avvento tutti diversi. Uno racconta una storia, un altro ricorda come prepararsi al Santo Natale, un altro ancora compone una piccola città, e l'ultimo serve per completare piano piano il nostro albero di natale 2-D. Già, perchè in casa nostra non c'è spazio per un albero "normale", così mi sono messa ed ho confezionato un albero da appendere (con mille difetti e tanta voglia di migliorarlo ma....tant'è!).
E poi le recite...quel ripetere a memoria la poesia sotto voce cercando di non farsi sentire dalla mamma per mantenere intatta la sorpresa. 5 feste di Natale, tutte localizzate nella settimana appena passata...argh! Ed io che pensavo di lavorare, scrivere, fare i regali, sistemarmi a modo per il matrimonio del cognato...

Anch'io sono in trepidazione perchè....devo fare troppe cose!!!!!!
Ma l'ansia, quella vera, è il desiderio di non perdere il loro sguardo, quello dei bambini, verso questo splendido momento, questa nascita che ogni anno si ripresenta pazientemente, pur trovandoci spesso impreparati. Il desidereio di fare bene le cose non è per un compiacimento personale, ma per ricreare quell'atmosfera di quando eri bambino da fare respirare a loro...e un po' anche a me!

L'attesa. Ecco, questo è il tempo dell'attesa. Ed il cuore batte, deve battere, come quando aspettavi il fidanzato che veniva a prenderti. Perchè anche nel Natale Qualcuno viene a prenderci per condurci per mano in un altro nuovo anno.

martedì 18 novembre 2014


Cara/o insegnate delle scuole pubbliche....
Cara maestra/o....
Insomma, voi, voi che insegnate nelle scuole pubbliche, statali o comunali che siano, dovete pretendrei vorrei tanto desidererei che mi spiegaste cosa caspita avete sempre da scioperare quali tremende avversità vi capitano, quali terribili pensieri vi affliggono, quale mostruose calamità vi capitano, tali per cui siete costrette spesso sovente talvolta a scioperare. Perchè io non riesco quasi più a prendere sonno nel pensarvi così piegate da cotanta fatica. D'altronde dev'essere qualcosa di estremamente grave se tutti gli anni siete costrette a fare molteplici alcuni giorni di sciopero...per non parlare poi delle assemblee sindacali che precedono e seguono gli scioperi servono a confrontarsi e discutere delle tematiche più stringenti.
Per fortuna che io appartengo a quei milioni di altri lavoratori che non possono o non vogliono scioperare non hanno problemi e che vivono in un mondo perfetto, perciò non hanno bisogno di scioperare.
D'altronde se voi (e i conducenti dei mezzi pubblici) avete queste necessità così stringenti è sicuramente perchè siete in situazioni ben peggiori di noialtri, suppongo.
Certo che lo sciopero che ci sarà il 5 dicembre un po' mi fa insospettire.... ma no!!! Anche se andrete via allungando il ponte dell'Immacolata, so che lo farete per il bene supremo dell'Italia e dei nostri bambini, cioè per fare girare l'economia!
Per non parlare dello sciopero tra le due alluvioni che hanno colpito Milano settiamna scorsa! Anzi, per fortuna che avete scioperato, così, stando a casa coi nostri figli e rinunciando ad un giorno di lavoro (che per taluni vuole dire giorno di ferie, per altri vuole dire zero stipendio, per altri ancora vuole dire spendere più di baby-sitter che quello che guadagnano andando a alvorare) in realtà ci avete preservato dall'imbatterci nel traffico milanese!

Certo che il pensiero e la voglia di scioperare a vedere tutto il bene che ne deriva, in effetti, comincia a venire un po' anche a me!
Mi sa che alla prossima chiamata notturna per reperibilità, alla prossima sveglia lampo e corsa per un'emergenza, o più banalmente alla prossima richiesta di visita per migliorare la qualità di vita del paziente, magari sedando il dolore dopo un mega intervento, potrei rispondere anch'io: no! scusa ma sono in sciopero!!!

sabato 15 novembre 2014

Messico

Questa settimana papà-kunta è in messico per lavoro.


Mamma jek si è quindi trovata come l'unico essere adulto tra le mura di casa Parolin. In realtà le cose sono andate meno peggio del previsto, se non fosse che....tutto quello che poteva accadere per rendere meno monotone le nostre giornate (ma ce n'era bisogno?) è successo!
-la tata è mancata un giorno
-il seveso ha esondato e sono state chiuse tutte le scuole dei bimbi
-c'è stato lo sciopero generale con relativo sciopero delle scuole
-Davidino si è ammalato.
Considerando che è nuovamente previsto mal tempo, il meno che possa aspettrami è un ritardo nel rientro del papà previsto per domani pomeriggio.


venerdì 14 novembre 2014

il silenzio dei guerrieri

No dico, ma quanto silenzio????
Quasi mi vergogno.
Questo inizio d'anno ha visto non pochi cambiamenti ed impegni per la famiglia Parolin:
-i due bimbi-parolin più grandi si allenano due volte a settimana.
-4 parolin vanno in piscina una volta a settimana
-mamma parolin ha nuovamente cambiato posto di lavoro
-sempre mamma parolin ha iniziato a giocare a rugby!!!
-papà parolin al momento è in messico...

ecco, questo è un breve riassunto dei nostri impegni!
prometto che tornerò presto.

mercoledì 22 ottobre 2014

Marrakesh



Solo per dirvi che....questo week-end i genitori Parolin faranno per la prima volta un viaggio da soli: 3 giorni a Marrakesh!!!

Papà Kunta e mamma Jek questo week-end lasceranno i figli ai nonni e voleranno per tre giorni in un mondo diverso, da soli!
La prima volta che mi è stato proposto ho pensato fosse una follia..."cosa facciamo?" ... "di cosa parliamo?"....

Adesso che stiamo per partire: non vedo l'ora!!!!!!!!!!!!!

ciao a tutti

martedì 7 ottobre 2014

La quiete dopo la tempesta

Dopo la tempesta arriva la quiete, le giugulari si sgonfiano e il sangue torna a portare ossigeno al cervello. Anch'io riapro gli occhi e desidero vedere il bello. Non voglio farmi fregare, non voglio che anche questa volta pochi, perchè poi a conti fatti erano pochi, violenti prendano le scene di quanto accaduto. Si sono appostati e stanno rubando i riflettori a tutti gli altri popoli.
Il popolo delle Sentinelle che con migliaia di persone (10000!) è sceso in piazza, silenzioso, per affermare che l'opinione non è un reato e che i bambini hanno bisogno di una mamma ed un papà. Ed il popolo di chi dissente, ma che con rispetto e silenzio ha talvolta assistito alle veglie o ha scelto di starne lontano. Ecco, il palco e gli applausi sono per questi popoli, per queste persone.
Le piazze "calde" sono state una ventina su 70, quelle con scontri violenti 5 o 6, una minoranza che sta cercando però di accecarci.
Nelle restanti piazze le veglie si sono svolte pacificamente, anche grazie al rispetto di chi la pensa diversamente.
Ecco, questo deve essere il ricordo delle veglie di questo week-end.


Dal web:
"Le 70 sentinelle veneziane avrebbero potuto arrabbiarsi, rispondere agli insulti e alla volgarità, ma non l'hanno fatto. A schiena dritta, hanno vegliato per tutte le famiglie italiane, per i bambini che non potranno mai conoscere i loro veri genitori, per l'Italia intera. E anche per i ragazzi che le hanno contestate, con tutta la loro rabbia, perché forse manca loro qualcuno che li ascolti e che li accolga.
Adesso basta chiamarli omofobi. Gli omofobi picchiano e insultano. Questi 70 invece, amano. Insieme tantissimi altri in tutta Italia, sono gli eroi del nostro tempo. A loro va il nostro GRAZIE"

" Le contestazioni, a base di uova, bottiglie, sputi, oscenita' e alla fine perfino sassi, passano in secondo piano di fronte alla grande determinazione e, nello stesso tempo, alla mitezza che lasciava trasparire il vostro sguardo."

Personalmente ringrazio i contromanifestanti di Crema che tuttosommato ci hanno permesso di vegliare con tranquillità, sebbene fotografati e schedati, come loro stessi hanno fatto e ci hanno detto (d'altronde se hanno buon gusto cosa possiamo farci? ;-)

Ci terrei ancora una volta a sottolineare come le Sentinelle siano aconfessionali ed apartitiche, ma soprattutto che nessuno al loro interno odia, denigra, o disprezza qualcuno!

domenica 5 ottobre 2014

In 100 piazze a vegliare


Sarà che la mia storia parte proprio da quella parte politica con cui ultimamente mi scontro, sarà che il primo modo di cercare di affermare chi ero fu proprio quello dello scontro e delle grida, ma a me l'idea delle possibili contestazioni, se proprio devo essere sincera, mi stuzzicava non poco! Solo il pensiero mi vedeva già pronta a vegliare in piedi, con tutta la mia difficoltà a stare ferma e zitta, ma ancora più motivata proprio perchè osservata, sbeffeggiata e derisa. Sono fatta così. E così ho scelto, anzi abbiamo scelto, mio marito ed io, di vegliare in questi mesi, ogni volta che le sentinelle ci chiamavano, ma anche ogni giorno, parlando con le maestre dei nostri figli, senza mai fare calare l'attenzione.
Poi si è arrivati a questo week-end, un week-end in cui 100 piazze italiane hanno scelto di vegliare insieme per difendere la libertà di parola, per affermare che la Famiglia è quella basata sull'unione tra uomo e donna.
100 piazze riempite da migliaia di persone grazie al tam tam sui social network, perchè nulla, null'altro si è mosso per supportare e sponsorizzare questo evento.
Si sono mossi invece loro, gli attivisti lgbt, pronti a boicottare le veglie anche con la violenza! Sì con la violenza! Questi i messaggi di amiche
- "A Torino provocazioni, disordini, insulti, decine di poliziotti a proteggerci...I manifestanti erano in rapporto di 10 a 1 rispetto a noi ed hanno più volte tentato di forzare le transenne. La cosa che più mi fa rabbia è che uno abbia preso di mira mio figlio 12enne e lo abbia provocato tutto il tempo..."
- "A Bologna la polizia ha dovuto caricare i contro-manifestanti... Molte sentinelle non sono riuscite ad entrare in piazza...Ci hanno fatto un cordone (polizia e digos) per uscire (dalla piazza)...Pare che siano arrivati da Roma a coordinare le proteste...Mio marito ha un mano ferita...Qualcosa gli è arrivato addosso mentre parlava. Discorso fatto velocemente, accorciato/interrotto. Discorso finale non fatto purtroppo."
- "A Milano hanno urlato (ininterrottamente!) cose oscene!"
- "A Trento poliziotti in tenuta anti-sommossa"
- "A Rovereto lancio di uova, in particolare contro un sacerdote

Ho scelto di riportare queste frasi scambiate tra amiche perchè mi hanno permesso di riflettere non poco su quanto stia accadendo, sul momento storico che stiamo vivendo.
Intanto la cosa che mi colpisce di più è la violenza dei contestatori. Quelle stesse persone che attaccano le sentinelle accusandole di discriminazioni ed omofobia, che vanno in giro professando l'amore ed il rispetto, non sono stati capaci di rispettare il silenzio delle piazze. E lo capisco, perchè il nostro silenzio è più potente di migliaia di urla "il rumore non può imporsi sul rumore, il silenzio si!"
Mi colpisce poi il numero: in alcune piazze i contestatori sono riusciti ad essere più di noi. Perchè? La paura sicuramente ha giocato un ruolo importante, ma non basta. Credo che le nostre coscienze abbiano bisogno di un bel frullatore che le agiti per risvegliarle dal loro torpore. L'impressione, quella vera, è che questi attivisti-contestatori hanno capito la portata di questa battaglia più di tanti cattolici. Che pur di non alzare il sedere dal divano fanno orecchie da mercante.
Chi ci può scuotere? Chi ci può fare capire l'importanza del momento storico e sociale che stiamo vivendo? Io non riesco a stare zitta (e quando mai?), non riesco a sottovalutare l'enorme battaglia culturale e sociale che stiamo portando avanti di fronte ad un mondo che cerca di minare e sminuire il valore della famiglia tradizionale, ma soprattutto quello dell'uomo stesso.

Mi pesa scrivere tutto questo, non per quello che dico, ma per quello che temo ne venga letto. Ho davanti a me volti di persone a me care che desidero abbracciare, non offendere, persone a cui voglio bene. Scrivo più per chi la pensa come me che per i contestatori, scrivo perchè vorrei che qualcuno ne fosse provocato almeno al pari che se lo invitassi da mc donald, insomma che prendesse sul serio questo argomento.



sabato 27 settembre 2014

Vivere per l'oggi o per il domani?

E' un periodo difficile, un periodo di riflessioni e, tanto per cambiare, uno di quei periodi in cui rimetto discussione tutto.


Sul lavoro incontro storie tragiche di persone in apparente benessere che su un sintomo comparso per caso si trovano dentro l'incubo di malattie incurabili; a casa ci sono amici che stanno male, preghiere per figli, mamme e papà che si confrontano con malattie mortali.
E poi leggo un articolo, un articolo stupido, mal scritto, non condivisibile, ma una articolo che mi fa riflettere. Le rotelle quindi vengono oleate e cominciano a girare veloci nella mia testa prospettandomi immagini, confondendo pensieri.
Da quando nasci sai che devi morire, sai che ogni giorno è un giorno in meno da vivere ed uno in più verso la fine della vita terrena. Da cattolica credo nella fine del mondo, nella venuta di Gesù, nella vita nell'aldilà. So anche di non conoscere quando il cammino su questa terra terminerà, eppure....non sono pronta! L'idea, la sola idea, che tutto potrebbe finire oggi, adesso, mi trova impreparata. Mi sembra di avere ancora così tante cose da fare. Mi immagino lì, in piedi, pronta a dire "no, aspetta un attimo, ripassa più tardi, devo finire, devo ancora fare delle cose".
La mia vita è tutta proiettata nel futuro, tutto quello che faccio, i miei pensieri e le mie azioni, sono rivolti al futuro. E così finisce che vivo meno il presente? No, non credo. Eppure quanto fatto finora non mi basta, desidero tempo.
Sono innamorata di questa vita. So che è temporanea, che ci sarà un Domani, ma a me questo oggi piace. Così l'idea che tutto finisca, che qualcosa si spezzi inaspettatamente mi mette ansia.
Si può vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo? Oppure si deve costruire un ponte con il futuro? Cosa farei io se oggi fosse l'ultimo giorno?
Ecco, queste domande mi mettono in crisi perchè io desidererei assaporare ogni respiro dei miei figli, passare ogni istanti con i miei cari. Desidererei solo stare con loro, nient'altro. Abbracciare e baciare le persone che più amo, prendermi cura di loro.
Quindi mi domando: ma quello che faccio tutti i giorni ha un senso? Oppure dovrei dedicarmi ai miei figli? E' giusto vivere ipotizzando un futuro? O forse bisogna, almeno un po', mollare le redini e vivere del presente?
Ho timore di trovarmi un domani alla fine del futuro e dirmi "avrei potuto fare diversamente, avrei dovuto godere diversamente del mio presente.

Argh, che casino nella mia testa!!!

venerdì 26 settembre 2014

Usiamo i termini giusti: questo è OMICIDIO

Ci sono figli desiderati, figli pretesi, figli abbondanti, figli uccisi. E da oggi c'è la commissione etica, nella fattispecie francese, che ti "autorizza" ad uccidere tuo figlio.
Dopo l'autodeterminazione della donna attraverso l'aborto, dopo la pretesa del figlio anche attraverso il corpo di altre donne, arriva ora l'assassinio autorizzato di un bambino, colpevole di essere nato troppo presto, di non essere all'altezza delle aspettative dei genitori.
Si chiama OMICIDIO. No, non esiste modo di indorare la pillola, non può esistere un politically correct.
Chi saimo, chi pensiamo di essere diventati per ergercici tanto in alto (o tanto in basso)?
Per permettere questo OMICDIO è intervenuto un comitato etico che...ha dato il suo benestare.
Etica=parte della filosofia relativa al problema del bene.
No, non c'è un bene in questa morte.
Non si uccide per carità! La carità non ammazza nessuno. Si ma, per carità; si soffre, per carità; si dona, per carità!
Certo, esiste anche il problema dell'accanimento terapeutico, ma sappiamo cosa si intende per accanimento? Perchè oggi tutti si permettono di parlare con termini e di parlare di cose che non conoscono. Quando vedi accadere tutti i giorni sotto i tuoi occhi la morte, quando devi scegliere quando sospendere o meno le cure, allora, forse, ti fai un'idea vaga di ocsa sia l'accanimento, ma soprattutto capisci cosa sia la vita.
Togliere l'ossigeno e lasciarlo morire di ipossia. Sì, morire soffocato per mancanza di ossigeno. Morire con quel desiderio irrefrenabile ed istintivo di aria. Morire percependo che si sta percorrendo una strada senza ritorno.

Si chiama OMICIDIO e non c'è sconto nei termini da usare.

lunedì 22 settembre 2014

Anche Isacco cresce

Il mio piccolo Isacco è cresciuto ed anche lui si affaccia alle porte della scuola elementare


Mamma Jek è arrivata in scivolata la mattina del primo giorno di scuola, appena in tempo per scoccare un bacio al primogenito che a grandi passi si avvia verso la terza elementare, ed in tempo per accompagnare e stringere ancora un po' Isacchino che si avvia a varcare per la prima volta il portone della scuola.

Carico come una molla ha ritrovato vecchi amici con cui condividere queste emozioni. Emozioni che sprizzavano da ogni poro...chissà cosa pensava! E ora inizia anche per lui il lento cammino verso l'età adulta, costellatto di successi ed insuccessi che spero sappia sempre affrontare col sorriso.
Vederlo seduto nel banco, con quegli occhi curiosi che si guardavano intorno, il sorriso sdentato e anche un po' la delusione di essere stato diviso da alcuni dei suoi più cari amici...
Ti auguro di mantenere la stessa gioia del primo giorno, lo stesso stupore nel guardare la vita scorrere sotto i tuoi piedi. Ti auguro di volare tra le pagine dei libri, danzare insieme ai numeri. Ti auguro di camminare sereno, certo che non sarai mai solo. Ti auguro di incontrare amici sinceri e grandi maestri che ti insegnino ad amare la vita. Ti auguro di diventare uomo, piano piano, senza fretta, godendo di ogni passo, un grande uomo!

martedì 9 settembre 2014

Inizi di un nuovo anno

Questo inizio settembre mi sta mettendo a dura prova!!!
Le scuole tardano ad iniziare e la trepidazione per l'inizio del nuovo percorso sta piano piano lasciando spazio al nervoso per quest'attesa, ma soprattutto per le acrobazie di un saltimbanco che si giostra tra lavoro, bimbi a casa, attività a cui iscriverli e buoni pazienza da collezionare per tirarli fuori dalla manica quando necessario.
Per fortuna tutto sta piano piano prendendo forma! Un ringraziamento particolare ai nonni che in queste ultime settimane hanno fatto gli straordinari per darci una mano!
Intanto io mi sento a pezzi, no,no, non a pezzi, di più!!!! Un puzzle con pezzi sparsi ovunque. Dove sono le mie gambe che dovrebbero portarmi in bagno a sistemare il bucato? E le mani che mi servirebbero tanto per stirare? E la testa per riuscire almeno a pensare a quello che c'è da fare invece che rincorrerlo???
Insomma, quest'inizio d'anno si sta facendo sentire, sicuramente complici le brevi vacanze (12 giorni!!!) ed il brutto tempo che non mi ha permesso di ricaricarmi a dovere.
Anche i bambini sembra stiano finendo l'anno,piuttosto che iniziarlo. Giona si addormenta prima di cena (e la salta!) praticamente una sera sì ed una no.

beh, teniamoci tutti pronti per il 15: Isacco inizia la prima elementare!!!!!!!!!!!!!

giovedì 28 agosto 2014

"Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro"

Quest'estate così fredda è stata per me molto calda di eventi. E' come se fosse stato disegnato per me un percorso a tappe che mi ha permesso di arrivare fino alla giornata di ieri.
Tutto è iniziato con il viaggio in Sardegna, attraverso cui ho rivisto delle parti di me che non credevo nemmeno esistessero ancora; poi la vacanza in montagna che ha consolidato amicizie sulle quali stiamo gettando le basi della nostra vita; e infine la giornata di ieri che mi ha permesso di guardare oltre, introducendomi alla Chiesa di Cristo.
Ieri 26 donne (o forse 30) si sono incontrate in un'incantevole e bucolica cornice. 30 quasi perfette sconosciute si sono date appuntamento per incontrarsi, per rendere reali degli incontri virtuali, e così, come era già accaduto anche in passato, dal virtuale si è passati al reale, "e il Verbo si fece Carne".


Ho passato giorni a chiedermi cosa c'entrassi io con loro, a chiedermi come avevo fatto a farmi coinvolgere in questo evento. ok, non è stato difficile, in fin dei conti sono un animale sociale, perciò basta dirmi vieni e io vengo, complice il fatto che saltare sul nostro furgone ed accendere i motori per me è un vero piacere. Mentre andavo mi continuavo a chiedere: io cosa c'entro? Ed appena arrivata mi sentivo un'infiltrata; intuivo di far parte di qualcosa di grande, qualcosa che aveva smosso 30 donne e le relative famiglie (e qualcuna per arrivare è stata costretta a partire il giorno prima e dormire fuori casa! "Lo avrei fatto io??????" continuavo a ripetermi!), ma non capivo cosa. E forse non lo capisco tutt'ora. E' semplicemente successo, accaduto, come dice la mia amica Cristina. Forse a noi, a me, è chiesto solo di starci; è stata una Grazia che ci è stata donata e per la quale non so dire altro che "GRAZIE".
Non è stato semplice, perchè, nonostante quel che si possa pensare di me, troppa gente mi dà fastidio, mi intimorisce, perciò so che non ero io, realmente io, so che la nostalgia che oggi mi porto dietro è legata a questo.
Ma so anche che Lui, misteriosamente, mi ha voluta lì, insieme alle altre 29, testimone del fatto che Lui c'è! Perchè qualcosa ieri è successo, veramente successo, come ben racconta Daniela.
D'altronde Lui ci aveva avvertite: "Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" Mt 18,20... Siamo noi che siamo duri di orecchi...e allora ben vengano giornate come ieri, che ci riportano proprio a questo!

A proposito, a quando la prossima?????

ps: sarà mica stato un caso che ieri fosse proprio Santa Monica, vero?????

lunedì 25 agosto 2014

Io non sono brava per quello che faccio.


In questo mondo in cui misuriamo tutto, tutto sembra avere un valore quantificabile in numeri, anche la "bravura" è considerata direttamente proporzionale alle cose che si fanno.
Accade così che quando incontro qualcuno, più racconto quello che faccio, più mi sento dire "brava". Non quello che sono, ma quello che faccio! E' facile sentirsi lusingate da tale complimento, in fin dei conti mi faccio un c...o così e almeno gli altri lo riconoscono. E ci sono caduta tante volte in questo tranello, sentendomi fiera nel sentirmi dire "come sei brava!".
Ma è davvero così????
No! non posso credere che la "bravura" sia quantificabile, o almeno non con questo metro. Questo è il metro di misura che applichiamo oggi perchè la nostra società ci ha insegnato questo: più fai, più produci, più allora sei bravo e degno di lode. Vado allora con la mente alle immagini di alcune mie amiche che scelgono di dedicarsi alla famiglia ed ai figli (indipendentemente dal numero): non sono brave loro? E, permettetemi l'esempio estremo, una suora di clausura non è brava?
Ed io, se mi fermassi, se decidessi ad un certo punto di smettere di correre, se scegliessi qualcosa di diverso, sarei meno brava?
Non ci sto. Non può essere questa l'ultima parola su di me, e su nessuno di noi.
Siamo bravi se rispondiamo alla realtà che ci è data, ciascuno con quello che è, con il proprio desiderio, con le proprie inclinazioni. Quando uno vive così, chi lo guarda non può che desiderare la stessa cosa per sè stesso e per i propri cari, non può non riconoscere che lì dentro, dentro quel modo di vivere, sta la bellezza della vita; e la "bravura", se così vogliamo chiamarla, è proprio nello stare alle circostanze che ti sono date e fare così della propria vita una testimonianza per gli altri.

giovedì 31 luglio 2014

Una valigia un cappello e il figlio, un figlio, in spalla. Un breve saluto volgendo lo sguardo dietro di sé, un sorriso abbozzato a colui che l'ha accompagnata, pronta per il suo viaggio. Non è abituata a viaggiare da sola, non è abituata a viaggiare affatto. Eppure è partita per lei, per quella amicizia che dura da anni, che è sopravvissuta alle insidie del tempo. Che strano viaggiare con lui, da sola con lui, essere insieme lontano dagli altri. Poi il decollo, il volo, il mare sotto di loro ed infine di nuovo la terra . All'arrivo l'ha accolta un cielo grigio che nascondeva i colori di quell'arida terra. Così sono iniziati i suoi giorni in Sardegna; mai avrebbe immaginato che quei giorni risvegliassero profondi ricordi, mai pensava di togliere i vestiti abituali per indossare quelli lasciati nel cassetto anni e anni prima. Ma l'ha fatto, senza pensarci, anzi senza neppure accorgersene. Quel volo durato un battito d'ali l'ha spogliata, denudata, per rivestirla di abiti vecchi nascosti in un baule in soffitta. Non se n'è accorta lei quando è sbarcata sull'isola, non se n'è accorta nemmeno quando si è guardata allo specchio mentre lavava le mani prima del pranzo. Se n'è resa conto piano piano, scoprendosi, guardandosi come se fosse la prima volta. Era libera. Libera dagli impegni, libera dai pensieri, non era la mamma, nemmeno la moglie, neppure il medico. Era lei, in una veste che pensava di avere sotterrato profondamente nella terra più dura.Il vento, il sole, il mare, gli sposi, gli addobbi, la festa. Quel figlio sempre con lei, la sua appendice, la sua ancora con il mondo reale. Perché basta chiudere gli occhi per ritrovarsi a ballare nei boschi, intorno ad un falò insieme a fate e gnomi. Tutto è stato casuale, nessuna conoscenza, nessuna aspettativa, e forse proprio per questo tutto è stato una piacevole sorpresa. Il tramonto, l'alba e le stelle, la luna che si fa piena. Ed ecco il tempo di tornare. Di nuovo il decollo, il volo, il mare e la terra. Un battito di mani e gli occhi si riaprono mostrando la sua amata realtà. Tutto diventa un lontano ricordo affidato alla memoria, emozioni che già sembrano lontane anni, appartenere alla vita di altri. Pensa a lui, al suo lui,e capisce perché nella sua vita c'è lui, capisce che senza di lui non sarebbe quello che è, non avrebbe fatto quello che ha fatto. Lui sono i suoi piedi per terra, la bussola nel deserto, l'ombrello sotto la pioggia.

lunedì 7 luglio 2014

Aperitivi milanesi

Questa è la stagione degli aperitivi ed io, che li adoro follemente, ho una doppia fortuna: vivere nella patria dell'aperitivo ed essere nata in questa stagione!
Così, come tutti gli anni, è arrivato il mio compleanno e, seppure io mi senta oramai invecchiata, non riesco a rinunciare all'uscita con le amiche per festeggiare. Quest'anno, però, l'uscita serale è "stata modificata" all'ultimo minuto.
Ma io, che ho delle amiche fantastiche (grazie S., è tutto merito tuo!) non ho dovuto rinunciato al consueto aperitivo. In tre ci siamo dedicate al più classico degli intrattenimenti milanesi. Chi non ha mai vissuto quest'esperienza non può capire. L'"apecena", come lo chiamano ultimamente, è per me il simbolo dell'estate. Ora, non che ne faccia chissà quanti,


"Tesoro, un aperitivo veloce, poi torno subito a casa". così recitavo al telefono al povero papà kunta (come se poi non sapesse che io adoro gli aperitivi estivi!).
Cara S., amica mia, come puoi pensare di invitarmi ad un aperitivo e cavartela con "una cosa rapida pre-cena"?
Ora, non immaginatevi che io passi la mia vita a fare aperitivi nei locali più cool di Milano... ho pur sempre una famiglia di cui occuparmi... e per fortuna! altrimenti mi vedrei già vestita alla Sex and the city, aggirarmi per locali, ogni sera in uno diverso.
Comunque, cara S., tu pensavi che la tua idea fosse vincente quando ci hai salutate e sei andata a fare le tue valigie... In fin dei conti M. ed io stavamo solo finendo un discorso, praticamente eravamo già pronte ad alzarci e tornare dalla figliolanza (11 figli in tre).
Ma alla prima birra ne è seguita una seconda, e le chiacchiere sono continuate.


Il sole è tramontato tra un morso di focaccia ed una risata, un brindisi ed una confidenza. E siamo andate avanti così, sedute sempre allo stesso tavolino, guardando la gente che prima andava e poi tornava, senza accorgerci che il tempo scorreva, fino a quando ci hanno invitate ad alzarci perché... dovevano chiudere! E così, quasi a fatica, ci siamo alzate, abbiamo inforcato le nostre biciclette, ci siamo salutate, felici per quell' "aperitivo pre-cena" inaspettato, e siamo tornate a casa.
E a casa c'era il povero papà kunta che mi aspettava, ormai consapevole che l'aperitivo si era allungato!

d'altronde Milano è anche questo!

mercoledì 11 giugno 2014

Sogni di vacanze

Oggi è l'ultimo giorno di scuola per Samuele e poi iniziano le vacanze estive. Lui freme, festeggia, ed insieme a lui tutti gli altri studenti italiani. Chissà....chissà come si sente! Le sue emozioni.
E di fianco a lui, in piedi, pronta ad abbracciarlo, a sorridergli, ci sono io, con un tumulto di emozioni da nascondere, perchè il protagonista è e deve essere lui! E poi perchè le mie emozioni sono quasi tristi....quasi un peso sul petto, quel peso che prelude la commozione...una nostalgia profonda che origina chissà dove nelle mie viscere.
Quanto tempo è passato da quando si festeggiava l'ultimo giorno di scuola! Sembra un tempo infinito; gli anni velano i ricordi e le emozioni ne nascondono i colori. Mi ricordo l'euforia del sapere di avere davanti tre mesi di libertà! Non sveglie che suonano, niente maestre, poche ed essenziali regole (che comunque andavano strette)! Ozio, tanto ozio, la noia...e la gioia!
Pensando ai mesi estivi mi vengono in mente immagini e sensazioni lette sui libri o stampate su qualche cartolina. Luoghi assolati con terra infuocata e case bianche; il verde bruciato; il silenzio interrotto dallo scricchiolio dell'erba secca sotto le scarpe; la solitudine; le amicizie.


Ecco, questo vorrei che scoprissero i miei bambini: le lunghe vacanze, l'ozio e la gioia. La noia e la voglia di scoperta. E le amicizie! L'intensità delle amicizie estive. Quei rapporti che nascono con un batter di ciglia e che rapidamente raggiungono l'apice dell'intensità.

"Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia."

mercoledì 4 giugno 2014

I Dragun I Draguna I Dragun del parc Sempiun

Sono oramai mesi che in casa nostra risuona questa canzone di sottofondo. Quando meno te lo aspetti dalle labbra dei nostri mini-micro e stra micro rugbysti in erba fuoriesce questo ritmico ripetersi di parole, un tam tam che vibra da una stanza all'altra, un mantra.

L'esperienza con il Parco Sempione Rugby in questi due anni è stata molto più della frequentazione ad una società sportiva. E' stata in primis un'esperienza formativa ed educativa per i nostri figli che, sul campo, attraverso la passione e l'mpegno degli educatori, hanno imparato il rispetto dei valori e delle regole. E' stata un'esperienza formativa anche per noi genitori, che abbiamo imparato (o quantomeno stiamo provando ad imparare) ad essere accompagnatori faticosamente silenziosi, mani per applaudire, spalle per sostenere, mai in campo ma sugli spalti con gli occhi puntati su loro: i nostri campioni. Sono stati due anni con un crescendo di emozioni e di incontri umani, di simpatie (amicizie?) nate a bordo campo tra un terzo tempo ed una cena dal Lele. Quando abbiamo iscritto i nostri bimbi eravamo ignari di tutto questo! Eravamo inconsapevoli del fatto che avremmo desiderato quell'impegno domenicale che ci portava ai bordi di campi infangati con qualunque temperatura per potere assaporare la gioia delle partite. Ed invece tutto questo è accaduto: ci sono state partite al freddo e sotto la pioggia in cui il nostro orgoglio cresceva proporzionalmente alla quantità di fango che ricopriva i nostri bambini; trasferte in pullaman con la sveglia che suonava prima che durante la settimana; giornate passate in veri stadi per tifare i ceri campioni; week-end lontani da casa in cui il protagonista era il mini-rugby.
Per tutto questo dobbiamo ringraziare gli educatori, i responsabili di categoria, gli accompagnatori, ma soprattutto il nostro presidente che ha realizzato tutto questo dando credito ad un desiderio. GRAZIE TONI!!!


E allora tutti in campo: MARTEDì 10 GIUGNO dalle 17 alla fine della birra al calar del sole APPUNTAMENTO ALL'ARENA per la festa di fine anno!

Noi ci saremo!

giovedì 29 maggio 2014

Compromesso e conciliazione

E' ormai da un po' che mi sono interrogata su quale sia la modalità di vita che più mi corrisponde, e per ora confermo quanto già precedentemente e faticosamente affermato: sono una mamma, una moglie e un medico!
La mia giornata faticosamente scorre su questi tre binari che corrono a volte parallelamente, a volte si incrociano, altre si sovrappongono, talvola si ostacolano e si intralciano vicendevolmente. Ed io salto da uno all'altro. Cerco di saltellare con il sorriso perchè se non lo faccio con gioia allora non vale la pena che lo faccia, allora c'è qualcosa da rivedere.


Le due parole che mi permettono tutto questo sono COMPROMESSO e CONCILIARE.
compromésso2 s. m. [dal lat. compromissum, der. di compromittĕre (v. compromettere), part. pass. compromissus]. – Per arrivare, poi, al significato che interessa a me devo scorrere il dizionario fino alla quinta spiegazione: 5. In usi più recenti, spec. nel linguaggio polit. e giornalistico, il termine ha riunito in sé i precedenti sign. per indicare un accordo fra persone o gruppi che, pur comportando reciproche rinunce, non presuppone l’esistenza di una controversia né di un vero e proprio contrasto, bensì la volontà congiunta di raggiungere un fine comune superando eventuali divergenze ideologiche: un c. fra partiti. In partic., c. storico, espressione (coniata sul modello di blocco storico) con cui è stata designata la collaborazione proposta nel 1973 dal Partito Comunista Italiano alla Democrazia Cristiana (ed estesa poi ad altri partiti), al fine di arrivare a una coalizione governativa che godesse di un ampio consenso popolare.
conciliare2 v. tr. [dal lat. conciliare, propr. «riunire insieme», der. di concilium «concilio»] (io concìlio, ecc.). – In questo caso la spiegazione che più si addice a quello di cui vi parlo è subito sotto il mio naso: Mettere d’accordo due o più persone appianando il dissidio esistente fra esse...

Tutto questo ha un prezzo: IL SENSO DI COLPA. Ed il senso di colpa è bastardo antipatico, perchè si insinua e per quanto tu ti impegni e ti applichi, lui è lì e spunta tra i tuoi pensieri facendoti sentire inadeguata.
Perchè il compromesso ed il conciliare prevedono la CONVIVENZA di tutte le mie anime e di tutte le mie chiamate. Ma nella convivenza ciascuno esce dal suo e fa un passo verso l'altro, rinunciando ad un pezzetto di sè. Perciò il risultato è che quando tolgo il tempo ad un una me per lasciare spazio all'altra mi sento in colpa e mi dispiace e viceversa.


Eppure io ci sto bene in questo puzzle che visto da fuori può sembrare la mia vita. E' un puzzle a volte complesso, composto da migliaia di pezzetti e sfumature, che insieme però formano un'immagine felice!

lunedì 19 maggio 2014

L'avventura del Rosario

Come raccontato qui, i Parolin si stanno impegnando a dire una decina di rosario tutte le sere ricordando i 5 misteri del giorno. La fedeltà al gesto non è completa, ma c'è! In mezzo a mille impegni e ad una stanchezza di aspetto preistorico, stiamo riuscendo a tenere fede alla nostra promessa, al nostro desiderio di sollevare lo sguardo (e lo spirito) dagli affanni quotidiani per rivolgerlo a Gesù, attraverso l'abbraccio di Maria.
La cosa più sorprendente è scoprire che i più fedeli a questo gesto sono diventati proprio i bambini, che, per primi, chiedono la sera prima di coricarsi questo momento di raccoglimento e preghiera insieme. I misteri li affascinano...o meglio, i misteri dolorosi li affascinano...gli altri vanno bene, ma la curiosità tende sempre a riportare la loro attenzione verso quei misteri che tanto ci ricordano la sofferenza di Gesù. (D'altronde cos'altro pretendere da una famiglia con maschi il cui argomento preferito sono morte-zombie-sangue???).

Ho cercato nel web un modo per presentare ai bimbi il rosario in maniera affascinante, ma ho trovato poche idee. Ad un certo punto ho immaginato di costruire io un poster, ma i giorni passavano, le idee crescevano e nulla si realizzava. Così un giorno ho invece trovato ed acquistato un poster prefatto, che più o meno risponde alle mie esigenze.


Questo aiuto visivo è stato ed è utilissimo perchè permette ai bimbi di visualizzare la storia che raccontiamo loro. Sì, perchè alla fine, l'unico modo per affascinare i bambini è raccontargli una storia, una storia in cui in primis crediamo noi! Loro respirano quello che noi facciamo loro respirare e si entusiasmano per quelle cose che vedono che ci entusiasmano.
Giuro che all'inizio non avrei mai pensato che questo momento potesse diventare così bello, interessante e vissuto! Come dice una mia amica: un'avventura!

lunedì 5 maggio 2014

Marta, Marta, tu ti affanni

Quest'ultimo periodo è stato ricco di avvenimenti che hanno coinvolto e rinvigorito il nostro animo. Il tempo che la nostra famiglia, ed io in primis, abbiamo loro dedicato è stato decisamente troppo poco rispetto l'importanza degli eventi stessi ed il mio desiderio era quello di sottolineare in famiglia l'arrivo di ciascuno di essi in maniera molto più incisiva.
Avrei voluto preparare il mio animo, quello dei nostri bimbi, quello unito della nostra famiglia ad accogliere e riconoscere la grazia che ci è stata donata. Poi accade invece, come spesso (sempre?) che tutto precipita in un turbinio di cose da fare e ci si ritrova come Marta che tanto si affanna e poco gode della compagnia di Gesù.
"Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta»." Luca 10,38-42.
E così è passata la Santa Pasqua, la canonizzazione di San Giovanni Paolo II e di San Giovanni XXIII, e così siamo arrivati a maggio.

Il rapporto con Gesù, perchè il nostro animo ne tragga giovamento, necessita di affezione con la preghiera e di fedeltà nei gesti.
E' da questo che si riparte: la preghiera. Ed il gesto scelto è la decina del Rosario tutte le sere.
La preghiera insieme già ci vede fedeli prima dei pasti e prima di coricarsi (sarebbe bello anche al mattino ma a quell'ora la nostra casa sembra sia stata vittima del passaggio del diavolo della Tazmania). L'aggiunta è l'idea del Rosario insieme ai bimbi, dal momento che siamo nel mese mariano.
Presentare il Rosario ai bimbi come qualcosa di affascinante, come un'occasione di incontro con Maria e con Gesù, non è cosa facile, per questo negli ultimi giorni sono andata in giro per il web nel tentativo di trovare qualche idea in più...ma a questo dedicherò un altro post.

domenica 4 maggio 2014

viaggi e preghiere

ieri: -mamma, andiamo a Roma?-
-perché vuoi andare a Roma?-
-ma per pregare Gesù mamma!-
-ehm, vediamo...-
oggi: -mamma, allora, quando andiamo a Roma?-

da domani in casa nostra si guarderà solo Peppa Pig, si ascolterà lo zecchino d'oro e si leggeranno solo fumetti! perché, va bene l'educazione, ma a 4 anni devi chiedermi il gelato tesoro, non viaggi spirituali!

mercoledì 30 aprile 2014

Phishing ed identità rubate

Ti svegli una mattina e scopri di essere stata phishiata. Cos'è questa parola? Io ne ignoravo l'esistenza, figuriamoci il significato, fino al momento in cui ho perso la mia identità, anzi più che perso me l'hanno rubata.
Nella memoria si fa largo il vago ricordo di un film in cui il protagonista un giorno si sveglia e scopre con orrore che tutta la sua vita gli è stata rubata. Non c'è più. Scomparsa! Ogni suo tentativo di dimostrare la propria identità finisce contro un muro di gomma.
Senza arrivare a tale tragicità, a me è successo lo stesso con la mia identità web.
Ora chiudete gli occhi e sognate con me. Anzi, questo non è un sogno, è un incubo.
Giovedì mattina mi sveglai e, ignara di quanto stava per accadere, anzi era già accaduto, andai al lavorare. Sul più bello ecco la primo telefonata che mi comunica che sto inviando e-mail in cui chiedo soldi. Io? Ma se sto lavorando! E poi, va bene che non siamo ricchi, ma proprio mandare in giro e-mail per chiedere l'elemosina...A questa seguirono messaggi e altre telefonate che si informavano sulla mia salute. Pensai fosse un virus e con enorme imbarazzo cercai di spiegare che stavo bene. Già questo mi indispettiva, ma presto l'amara verità: nottetempo qualcuno si era introdotto nella mia posta elettronica ed iniziò ad inviare mail a mio nome.


Provai immediatamente ad accedere al mio profilo e....la password era stata cambiata. I siti mi dicevano che la mia e-mail usata per accedervi non era più attiva. Anche il mio blog, il mio amato blog, le pagine in cui avevo lasciato una traccia di noi, era scomparso, rimosso. Un senso di disperazione e di impotenza pervase la mia mente. Cosa stava succedendo? Super papà-kunta era l'unica mia salvezza, ma anche lui brancolava nel buio. Un barlume, uno spiraglio: altre persone erano nella mia situazione, altre persone erano già state vittime del mio stesso problema. La soluzione era però lontana: ogni tentativo di riappropiarmi della mia identità falliva miseramente perchè google non riconosceva più le mie impostazioni di sicurezza. La mia identità, io non volevo altro che la mia identità! Volevo gridare contro il computer, contro il web, contro questa maledetta sicurezza. Non c'era modo, nessun modo di dire chi ero. Dovevo riuscire a convincere un file in formato elettronico che io ero io!

Ora aprite gli occhi perchè l'incubo è finito! Sono stata aiutata e il giorno successivo io ero tornata ad essere io! Quasi tutto era tornato al suo posto e non rimaneva che proteggerlo al meglio...con l'illusione di mettere al sicuro la propria identità...almeno fino al prossimo attacco!

lunedì 14 aprile 2014

Breve e rapido aggirnamento

Ciao!!!!!!!!!!!!



non sono scomparsa, anzi non siamo scomparsi e io non ho smesso di pensare a questo luogo. Semplicemente è stato un periodo intensissimo. Le mie energie sono state tutte dirette al lavoro ma soprattutto all'esame che stavo preparando.
Già, perchè ogni anno devo sostenere un esame chiamato "di profitto"...ufff! una faticaccia, considerato che lo preparo dividendomi tra lavoro e famiglia. La maggior parte del tempo della preparazione, in realtà, i libri vengono semplicemente trasportati da me da un luogo ad un altro, nella vana speranza di aprirli e leggerli. La conseguenza è vedere una trentenne, madre, che si aggira per la città con lo zaino in spalla carico e pesante (non so se avete in mente i tomi di medicina?!), mal mimetizzata tra branchi di scolari dodicenni. Per fortuna è andata! Ora per un altro anno sto tranquilla....anzi no! Perchè, come sempre dopo ogni esame, mi sono ripromessa di non ridurmi all'ultimo a prepararlo, ma iniziare fin da subito. Voi ci credete??????????????? Io ormai no!
E poi? Vi ho detto che è stato un periodo impegnato e mica scherzavo! C'è stato un weekend in montagna, plurimi tornei di rugby, due compleanni, feste di compleanno...Insomma, un pout pourri di attività che hanno visto protagonisti i Parolin, dal più grande al più piccino.
Dadidino ha compiuto un anno!!!!!!!!!!!!!!!!! Venerdì ha compiuto un anno!!!!!!!!! Ma ve lo ricordate? Era così


E ora è così

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Anche Isacco ha compiuto gli anni! Il mio isacchino ha compiuto 6 anni!!!

Per ora vi saluto

lunedì 17 marzo 2014

Basta un clic















Il mio, il nostro, ultimo anno è stato ricco di avvenimenti e di incontri. Non abbiamo vinto la lotteria, ma la vita ci è cambiata lo stesso. Siamo stati circondati da amici nuovi che ci hanno accolti e abbracciati in un momento che per noi era delicato, importante e bellissimo!

CLIC CLIC fanno i tasti sotto le nostre dita tutti i giorni, senza nemmeno accorgercene. Ci siamo abituati a questo rumore di sottofondo che ci accompagna nei nostri lavori e nelle nostre case.
Talvolta il CLIC è solo uno e ci apre dei link, delle finestre inaspettate sul mondo. E così è successo anche a noi. Il mio dito è scivolato su un CLIC, un clic qualunque, quasi distratto, ma non casuale. Era messo lì per noi, perchè tutta la realtà è per noi, per noi tutti! Nel mondo virtuale si CLICca in continuazione senza nemmeno accorgercene, si aprono portali si fanno incontri, si creano legami. A noi è successo questo. La realtà ci ha raggiunti, è venuta a cercarci, a stanarci attraverso un CLIC. E così è iniziata la nostra storia dell'ultimo anno...una storia ricca di incontri, di vvolti che haano riempito le nostre giornate e i nostri cuori.
E l'altro giorno? ancora una volta un CLIC. Leggo di una proposta...la leggo di fretta, perchè mi capita sotto il naso. E....CLIC....la condivido. Ancora una volta ho pigiato distrattamente un tasto e ancora una volta la realtà si è insinuata in quel CLIC, si è fatta Carne attraverso un gesto piccolo e distratto, un gesto superficiale. Il giorno dopo squilla il telefono....ma, strano, perchè mi chiama proprio lei? -Sai, ho letto il link che hai condiviso, ne ho parlato al volo con il marito...sai, ho chiamato!
Cos'hai fatto????? Hai chiamato???? Ma soprattutto, hai preso seriamente il mio CLIC???? Ma allora era veramente interessante! Aspetta che torno indietro a rileggere il link, il mio link, il link che ho condiviso.
Ancora una volta è bastato un CLIC perchè iniziasse una nuova storia. E poi dicono che la Chiesa è vecchia, che Gesù è da riammodernare, da piegare alla modernità. Gesù è talmente moderno che viene a prenderti attraverso un CLIC, anche se non te ne accorgi!

Comunque, per inciso, d'ora in avanti starò attenta: sono pericolosi 'sti CLIC!!!

domenica 9 marzo 2014

ricordi di un week end


Questo week end mareeeee! E Carnevale.
I Parolin si sono concessi un'evasione dal grigiore milanese a base di sole, mare e colore. Non ci siamo fatti mancare nulla, un po come se fossimo nel paese dei balocchi.
Beh, si intuisce dalle foto che le risate non sono mancate.

E con noi c'erano i nonni!!!!

Dialoghi in macchina al rientro:
Io:- giona qual è la cosa che ti è piaciuta di più?
Giona:- nuotare! Anche se non ho nuotato.

Io:- Isacco quale è il carro che ti è piaciuto di più?
Isacco:- quello. .. quello. .. quello che non è passato!

Beh, io ho smesso di fare domande e sono tornata a guardare le foto!

martedì 4 marzo 2014

Evidenze

Z: -Mamma, perchè tu non hai il pisello?
Io: -Perchè le femmine non hanno il pisello. E io sono...
Z: -LA MAMMA!

Che dire, la realtà parla più chiaro di quel che pensiamo!
E io mi sono inorgoglita: non sono una qualun que. Mio figlio ha con semplicità riaffermato che io sono prima di tutto la mamma!

Complimenti



L.: -sei la regina della casa come la cipolla lo è della cucina.
Io: -???
L: -si, hai la stessa funzione!
Io: ?????????

Ma nel senso che quando mi spoglio papà kunta si mette a piangere?

lunedì 3 marzo 2014

lunedì 24 febbraio 2014

montagna

Non saprei proprio scegliere: mare o montagna? A noi piacciono entrambi!!!
Questo week-end abbiamo fatto un pieno di sole e neve! Tanta neve! Così tanta non la ricordavo veramente da tantissimi anni!
Una meraviglia!
Pronti partenza viaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!! Su e giù per le piste con tre piccoli sciatori in erba. Salti cunette e ... cadute, ma sempre col buonumore!


E chi non scia? Ciambella!!! (mica il bob!)


E poi come sempre ci si ritrova tutti per pranzare insieme


E per la merenda! E cosa si può mangiare in montagna? Cioccolata per tutti!!!


giovedì 20 febbraio 2014

Senza papà Kunta

Settimana prossima siamo stati senza papà-kunta per tre giorni! Non sono molti, ma la nostra vita è impostata con la presenza di entrambi, quindi....corri corri corri!
Sveglia, colazione, lavaggi vari, indumenti da indossare e...VIAAAAAAAAAAAA. E poi al ritorno dal lavoro io e loro, io e loro ed io e loro. Insomma un pieno di noi!
Alla fine è stato anche divertente. E poi i bimbi sono stati bravissimi: mi hanno anche aiutato nelle faccende domestiche


Quando gli altri dormivano io e Dadidino ci dedicavamo l'uno all'altro...ehm, come al solito del resto! Però stavolta senza nessuno che si intromettesse nelle nostre coccole


Papà-kunta è poi rientrato, proprio in tempo per festeggiare San Valentino, o forse nel tempo giusto perchè la sua lontananza si facesse sentire coltivando il desiderio di vederlo. E lui da galantuomo si è presentato con...


Bellissimi!!!

Week-end

Da quando sono tornata a lavorare il week-end rimane uno dei pochi momenti in cui riusciamo (più o meno) a vederci tutti insieme. In settimana si corre, si corre e si corre... Poi finalmente arriva il week.end e ci si rilassa, si fa un sospirone e ci si dedica alle attività di casa.


Ehm...quasi quasi preferisco lavorare!

Durante il weekend poi ci sono anche i compiti da fare...


e con gli amici si fanno meglio! Non potete nemmeno immaginare come siano stati bravi Samuele con il suo amico! E' stato un piacere vederli lavorare insieme, collaborare! Vederlo crescere giorno dopo giorno anche in queste cose è veramente un'emozione.

Quello che poi scioglie il cuore sono i sorrisi


E quelli per fortuna non mancano proprio!!!

mercoledì 12 febbraio 2014

Giona: -preghiamo per il signore che ti ha rubato la bici che diventi buono! -

A me veniva più facile pregare perché gli venisse la diarrea!

lunedì 3 febbraio 2014

I giorni scorrono svelti, scivolano via in un turbinio di cose da fare. I pensieri si accavallano, si intrecciano. I ricordi si confondono e i contorni sfumano.
Ci sono dei giorni in cui mi manchi. Dei giorni in cui la tua assenza si fa sentire di più. Dei giorni in cui la tua presenza è ancora così reale che diventa quasi tangibile. Dei giorni in cui i bambini parlano ancora di te e del tuo volo verso il cielo. Dei giorni in cui si forma un nodo alla gola. Dei giorni in cui penso al tuo ultimo viaggio sulle tue colline, col sole che ti salutava all'orizzonte, coi colori dell'autunno nella terra di Siena. Dei giorni in cui ti vedo coricato nel giaciglio eterno in cui riposi.


Ci sono dettagli che richiamano alla nostra memoria un ricordo. Dettagli che conosci da sempre ma che diventano importanti solo dopo. Le tue mani! Mani grandi, mani forti, mani consumate dal lavoro.